sabato 14 novembre 2009

International Seigokan Goju-Ryu Karate-Do


I N T E R N A T I O N A L

S E I G O K A N

G O J U - R Y U

K A R A T E - DO


Intraprendi un interessante, salutare e remunerativa carriera facendo qualcosa che ti appassiona e che puoi usare in qualsiasi parte del mondo.

Che cos’e’ la Seigokan Goju Ryu Karate do ?

La Seigokan è la scuola che ha mantenuto, nel corso degli anni lo stile originario del karate, insegnando la pratica del " kara-te ", cioè mano vuota. I maestri riconosciuti dalla Seigokan, trasmettono quindi, la pratica dell’arte marziale intendendola non solo come tecnica di calcio e pugno o della lotta in generale, ma come stile e comportamento che l’essere umano deve adottare nel contrastare in modo appropriato le avversità del vivere quotidiano. La pratica dell’arte marziale supera i confini del potenziamento fisico e assume la connotazione di allenamento mentale per cui il karateka, riconoscendo le proprie debolezze e istintività, riesce a controllarli in questo senso fa il kara “ vuoto “ mentale che gli consente di agire nella maniera e misura adeguata al caso .

L’accademia del maestro Cuzzocrea, è l’unica scuola in Italia di arti marziale giapponese, ufficialmente riconosciuta dalla Scuola Seigokan come sistema di istruzione terziario con l’intento di promuovere Corsi di Istruttore permettendo di conseguire il diploma di III° Dan.

Le lezioni vengono tenute presso la sede dell’accademia cinque giorni alla settimana, con la possibilità di brevi lezioni ideate su misura per scuole, imprese e gruppi.

Perche’ il sistema Seigokan Goju Ryu ?

Alcune scuole di arti marziali focalizzano l’allenamento su vistose quanto poco pratiche tecniche di difesa personale , la cui applicazione in situazioni di combattimento reale così come in tornei e’ molto limitata.

La particolarità del metodo di insegnamento dell’Accademia Goju Ryu consiste nel fatto che ogni tecnica insegnata e’ applicabile in situazioni reali.

Gli studenti imparano a usare la massa del proprio corpo in movimento con efficienza in modo da generare potenza e agilita' . Questo avviene, attraverso una serie di esercizi propedeutici che abituano il corpo ad economizzare i movimenti, consentendo l’ utilizzo minimo della forza .Tali esercizi, permettono in maniera semplice e spontanea sia la difesa che lattacco .

L’uso della massa corporea e delle leve, aumenta l'abilità a neutralizzare gli attacchi eliminando la necessità di utilizzare la forza .

ll miglioramento della struttura corporea, la coordinazione dei movimenti, il controllo del corpo , permette anche lo sviluppo della forza mentale, o energia interna detta “ chi “ . Usando il “ chi “ , gli studenti saranno capaci di sviluppare una potenza uguale a quella sviluppata da una persona fisicamente molto più forte.

Essendo il Goju-Ryu, un metodo di difesa personale scientifico, bisogna comprendere ed assimilare a fondo quest’arte prima di poterlo applicare in una situazione reale . Gli studenti dell’Accademia vengono incoraggiati a porre domande riguardanti le ragioni per le quali si compiono determinati movimenti, piuttosto che limitarsi a copiare tali movimenti, per cui il rilassamento, la concentrazione ed il controllo della mente sono parte integrante del sistema infatti, l’obiettivo e’ quello di sviluppare la mente ed il corpo:

L’importanza di imparare l’arte tradizionale originale

A causa della semplicità dei movimenti, il Goju-Ryu e’ uno stile facilmente imitabile. Tuttavia, senza la conoscenza dei veri principi dell’arte, anche lo studente più bravo può avere dei problemi in una situazione di uno scontro reale. Egli capirà che le tecniche non funzionano se si adotta l’uso della forza .

Il maestro Cuzzocrea ha insegnato, nel corso della sua carriera, a molti allievi i quali si erano allenati nel modo sbagliato presso altri maestri. Queste persone in genere usano i muscoli sbagliati quando colpiscono, applicano la forza in modo errato, ricorrendo alla forza bruta, per cui hanno sviluppato cattive abitudini. Questo fatto rende difficile per loro iniziare un nuovo metodo corretto ed alle volte sono costretti ad iniziare addirittura a livello di principianti.

Dice il maestro Cuzzocrea " : l’obiettivo dell’accademia non e’ di creare dei superuomini o delle superdonne, ma garantire l’abilità in modo da non usare la forza ; la potenza, i riflessi e la condizione fisica miglioreranno attraverso un metodo di insegnamento efficace."

Frequentare la nostra Accademia offre agli studenti di osservare il funzionamento di una scuola d’arti marziali di successo dall’interno.

E’ un’esperienza importantissima per chiunque intenda dedicarsi all’insegnamento di arti marziali.
I corsi sono aperti a tutti , non lasciatevi condizionare da fattori quali pigrizia , età , sesso , timore o vergogna nel provare a fare un qualcosa per voi nuovo , basta essere persone comuni motivate dal desiderio di migliorare se stessi . Viene dato ampio spazio alle esigenze delle singole persone e alle loro caratteristiche ( fisiche ed emotive ) , cercando di non modificare brutalmente le loro reazioni istintive .

Per maggiori informazioni potrete inviare un’email all’indirizzo di posta elettronica :

gojuryu.karatedo@tiscali.it

http://www.seigokanirc.ning.com/

http://www.karatereggiocalabria.blogspot.com/

http://www.bebreggiocalabria.ning.com/

Tel + 3 9 / 3 3 1 3 7 7 3 0 0 2

domenica 21 giugno 2009

Nessuno è Profeta in Patria

Nessuno è Profeta in Patria.

La città di Reggio Calabria è ormai diventata il riferimento italiano del Karate tradizionale stile Seigokan, grazie unicamente all’impegno del Sensei Cuzzocrea e di pochi suoi allievi.


Conclusasi la visita del direttivo Seigokan, avvenuta in occasione del primo stage italiano, tenutasi il giorno 26 Maggio di quest’anno. Il bilancio che se ne trae è del tutto positivo per l’accademia di arti marziali reggina “Okinawan Go Ju Ryu Karate do”. Questa, guidata dal sensei Francesco Cuzzocrea, ha fatto gli onori di casa, ospitando la commissione mondiale giapponese composta dal Direttore Masatomi Tsuji, il Vice-direttore Seigokan, lo Shihan Shinsaku Murata (8°dan), il Sensei Koichi Nakano (5°dan) direttore internazionale assistente istruttore, e dal responsabile europeo per la Seigokan, lo Shihan Josè Santana (6°dan).
I dirigenti Seigokan hanno manifestato il proprio plauso nei confronti del Sensei Francesco Cuzzocrea e dell’Accademia di arti marziali da lui fondata, conferendogli l’incarico prestigioso di primo ed unico responsabile nazionale della Seigokan per l’Italia, che colloca l’Okinawan Go Ju Ryu Karate do, all’interno del circuito mondiale delle arti marziali tradizionali. Il direttivo Seigokan ha mostrato inoltre, ulteriore soddisfazione, per le doti e l’elevata condotta morale e professionale del maestro Cuzzocrea e di tutti i suoi allievi.
Giusto riconoscimento quindi per chi, in oltre trentacinque anni di esperienza dedicati alla cultura del Karate tradizionale ha sempre cercato, con grande umiltà, il miglioramento personale sempre nello spirito delle arti marziali, senza mai fare sfoggio delle proprie qualità e dei propri titoli, ma percorrendo una strada fatta di umiltà e purtroppo anche di delusioni, ma sempre con grande dignità e onore.
Entro il 2010, rende noto il Responsabile delle Pubbliche relazioni dell’Accademia, Lucisani Marco, il maestro Cuzzocrea, unitamente ad altri maestri provenienti da quasi 25 nazioni tra cui: India, Gran Bretagna, Brasile, Portogallo e naturalmente Italia “si recherà in Giappone per affrontare gli esami di verifica del VI° dan e confermare in tal modo il proprio titolo, di fronte ad una commissione interamente composta da maestri giapponesi della scuola Seigokan.
È importante sottolineare che i gradi delle cinture nere, arrivano fino all’8° dan nella scuola Seigokan, pertanto, un VI° dan Seigokan, equivale ad un VII° dan e così via.
Parte dell’esame, inoltre, comprenderà l’esposizione di una tesi sviluppata intorno al karate tradizionale che il candidato dovrà proporre di fronte alla commissione, che unitamente all’esecuzione dei kata richiesti, formerà parte integrante dell’esame stesso.
Un esame teorico-pratico quindi, ben lontano da quelli sbandierati dalle troppe società di arti marziali, che per esame intendono nella maggior parte dei casi, la semplice iscrizione pecuniaria al fine di conferire un mero attestato al candidato.
Nulla a che vedere quindi, con quelli giapponesi, riservati prima di tutto a maestri di karate tradizionale, che devono aver dimostrato concretamente, e non a parole, la conoscenza approfondita delle tecniche di esecuzione, respirazione ed equilibrio del karate. I candidati inoltre, devono dimostrare di aver sviluppato una capacità di concentrazione di un certo livello, ma soprattutto, devono avere una condotta morale irreprensibile, che testimoni il rispetto dei principi basilari delle vere arti marziali, vale a dire: rispetto per la vita, per il prossimo, onestà e tutte quelle qualità morali (che per la cultura orientale rivestono ancora un significato importante), che elevano una persona al rango di essere umano.
Per quanto riguarda lo stage avvenuto il 26 maggio presso l’accademia di arti marziali Okinawan Go Ju Ryu, nulla si è preteso dal Comune di Reggio Calabria, il quale però, visto il carattere internazionale della manifestazione ed in aperto contrasto con la condotta consueta adottata fino ad ora, ha pensato bene di impegnare le già precarie casse comunali con l’acquisto di ben sei (leggasi sei) targhette di premiazione, da donare ai membri del direttivo Seigokan, nonché al responsabile europeo, lo Shihan Josè Santana.
Una somma irrisoria di circa un centinaio di euro, che, a fronte delle spese sostenute dalla Società sportiva reggina per: vitto, alloggio nonché il viaggio dei membri della commissione, da qualcuno è stata interpretata più come una presa per i fondelli, che da vero e proprio contributo per la manifestazione.
Ma del resto, se oggi in tutta Italia l’unica scuola di arti marziali tradizionali Seigokan si trova a Reggio Calabria, il merito è soltanto di Francesco Cuzzocrea che attraverso l’impegno personale e di pochi allievi, ma soprattutto senza l’appoggio dell’ente, ha creato -è proprio il caso di dirlo- dal nulla, il riferimento italiano del Karate tradizionale.
Appare ovvio, quindi, in un contesto dove gli interessi predominanti sono soggettivi, riferiti cioè ad una crescita meramente personale e non collettiva, che il contributo comunale, si sia concretizzato al fine di lasciare una memoria (seppur blanda) di se, da portare oltre oceano e non per premiare l’impegno ed il risultato di chi ha fatto, ed anche bene, creando da solo i presupposti per questa serie di riconoscimenti. Ben venga quindi il disinteresse di chi è rimasto sordo fino a ieri alle continue lecite richieste di un associazione sportiva, che ha dovuto raggiungere i propri obiettivi in solitaria, ma che adesso è giusto che sia l’unica a raccoglierne i frutti.
D’altronde è risaputo, nessuno è profeta in patria.

M. Francesco Cuzzocrea

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